«Come Agenzia per il Supporto e per la Promozione degli Investimenti in Turchia (ISPAT), crediamo che il recente tentativo di colpo di stato, per quanto sia stato un evento tragico e doloroso, non farà altro che rendere ancora più solide la democrazia e lo stato di diritto del nostro paese.

Simili episodi non sono altro che il travaglio del processo di affermazione democratica. Il popolo turco, opponendosi eroicamente al colpo di stato contro il Presidente democraticamente eletto Recep Tayyip Erdoğan, ha dimostrato che l’unica fonte di legittimazione è la volontà del popolo stesso.

Questi eventi dimostrano che, quando la democrazia e la sovranità nazionale sono in pericolo, la popolazione e i politici turchi sono pronti a mettere da parte le divergenze e a difendere le istituzioni democratiche del paese. Tutti e quattro i gruppi parlamentari hanno condannato l’accaduto e in una dichiarazione congiunta hanno affermato che in Turchia le parole “colpo di stato” e “democrazia” non possono essere usate nella stessa frase.

I mercati hanno risposto con fiducia agli eventi, sia perché è stata subito ristabilita la sicurezza, sia perché il governo può contare su un forte appoggio dell’opinione pubblica. Entrambi i fattori contribuiranno a garantire la stabilità politica del paese. Come ci si poteva aspettare, i mercati finanziari hanno subìto un calo nel breve termine, ma una volta superata l’incertezza si stabilizzeranno entro pochi giorni. Policy maker, enti regolatori e tutti gli attori economici turchi stanno seguendo da vicino la situazione e stanno adottando tutte le misure necessarie a rassicurare i mercati.

La Turchia continua a mantenere una solida base macroeconomica grazie a politiche fiscali e monetarie favorevoli. Negli ultimi 14 anni l’economia turca è cresciuta in modo significativo: con un tasso di crescita annuale medio del PIL reale pari al 4,7%, la Turchia si è distinta come uno dei paesi a più rapida crescita del mondo. Inoltre, nel primo trimestre 2016 il tasso è salito al 4,8%, nonostante l’economia globale mostri complessivamente una ripresa modesta.

Il governo turco ha costantemente introdotto riforme strutturali per l’attrazione degli investimenti e per il miglioramento dell’ambiente di investimento del paese. Grazie a questi interventi, fra il 2003 e il 2015 l’afflusso di investimenti diretti esteri (IDE) ha superato i 165 miliardi di dollari USA, a fronte dei 15 miliardi registrati durante il periodo 1923–2002. Inoltre, nel periodo 2003–2015 il numero di aziende a capitale straniero è cresciuto da 5.600 a quasi 46.000. Sebbene i recenti eventi abbiano gettato un’ombra sui traguardi economici della Turchia, la reazione dell’opinione pubblica al colpo di stato ha subito ristabilito la fiducia. Forte del sostegno del popolo, il governo continuerà a implementare riforme economiche che contribuiranno inoltre a rafforzare la democrazia nel paese. La comunità economica Turca si è opposta in modo deciso al colpo di stato e ha dichiarato il suo appoggio al governo e al Presidente regolarmente eletti. Le prime reazioni degli investitori internazionali mostrano una fiducia in crescita e un interesse ancora maggiore verso la Turchia.

Gli effetti a breve termine di questo tentativo di colpo di stato non avranno alcun impatto sugli indicatori economici principali. La Turchia ha già dimostrato di saper superare periodi di disordine nazionale e internazionale ed è improbabile che gli investimenti esteri subiscano una diminuzione».

Agenzia per il Supporto e per la Promozione degli Investimenti in Turchia (ISPAT)